« MINIATURE » IL NUOVO ALBUM DI GIANNI NOCENZI

L’album atteso dopo una lunga assenza dalle scene. Il progetto dedicato a Francesco Di Giacomo, Rodolfo Maltese e al 'ritorno' del fratello Vittorio.

“Miniature” è il titolo dell’album che marca il sorprendente ritorno di Gianni Nocenzi, da molto tempo atteso e sperato dai suoi numerosi e fedeli estimatori. Il grande compositore e pianista torna con un nuovo lavoro, che ben rappresenta la sintesi del suo recente percorso compositivo.

Per quanto possa sembrare strano, data la sua carriera e la ricerca spesso votata all’elettronica, “Miniature” è il primo lavoro in cui Nocenzi suona esclusivamente il pianoforte acustico ed in cui, con un linguaggio senza etichette e di grande fascino, esprime appieno il suo talento compositivo e interpretativo.

Sei brani, intensi e coinvolgenti, incisi in presa diretta (“Cammino di pietra”, “Terra Nova”, “Ritorni”, “Farfalle”, “Engelhart”, “Ninnananna di Cosmo”) “Miniature” è stato composto sull’onda di un’esigenza emotiva: e l’autore lo ha dedicato a Francesco Di Giacomo, a Rodolfo Maltese, e al ritorno di suo fratello Vittorio Nocenzi, tutti e tre compagni di viaggio di un tempo bellissimo, entusiasmante, nell’avventura del mitico BANCO.

Dopo l’abbandono del Banco di Mutuo Soccorso nel 1980, e i due album incisi per “Virgin Records” nel 1988 (“Empusa”) e 1993 (“Soft Songs”, a cui collabora anche Ryuichi Sakamoto), Gianni Nocenzi si è dedicato allo studio e alla ricerca, con sporadiche apparizioni sulla scena musicale internazionale.

Alla fine dello scorso anno Luigi Mantovani (amico di lunga data, produttore di vari dischi del Banco e direttore di Virgin Italy negli anni ‘80 e ‘90) gli propone di comporre nuovi temi per pianoforte, di interpretare e registrare “live” con uno Steinway Grand Piano, realizzando così un “disco antico moderno”.

“La cosa sembrerebbe ovvia ma non lo è affatto dato che le sue uscite discografiche in solo (Empusa e Soft Songs) erano acute e complesse ricerche nell’elettronica e nella scrittura contemporanea” racconta lo stesso Mantovani “Mi sembrò naturale proporre a Gianni di registrare un nuovo disco strumentale con piano acustico. Mi piaceva l’idea di sentirlo alle prese con l’essenziale, con la purezza ineguagliabile del suono meccanico del pianoforte. Volevo dare forma e evidenza al suo tocco sempre ispirato ed emozionale”

La proposta coglie di sorpresa Nocenzi: dopo due decenni di silenzio discografico non aveva in mente alcun progetto di questo tipo.  Compone subito il nuovo lavoro e lo incide in due brucianti “session” lo scorso febbraio presso il “Forward Studio” (Roma), registrandolo con una serie di inedite tecnologie che hanno dato al suono del pianoforte una nuova dimensione e all’ascolto nuove sensazioni sonore.

“Contrariamente alle mie abitudini, lo studio era pieno di amici e collaboratori creando un’atmosfera di happening affettuoso, solidale, per me di grande conforto” racconta Gianni Nocenzi. “Allora ho pensato di restituire a livello audio la situazione registrando ad alta risoluzione (24 bit, 96 kHz) e disponendo l’array microfonico (un sistema 5.1) proprio sopra la mia testa in modo che l’ascoltatore potesse condividere in seguito la mia stessa prospettiva audio mentre stavo suonando. In pratica chi ascolterà il disco (soprattutto in cuffia) è come se fosse seduto con me sulla panca del pianoforte percependo nei dettagli le risonanze, i piccoli rumori della meccanica, dei pedali, degli smorzi, tutto quanto di miracoloso dal punto di vista di ingegneria meccanica crea il magnifico suono di un Gran Coda…. inclusi i miei errori di esecuzione che ho volutamente lasciato”.

Profondo conoscitore del suono digitale, Nocenzi considera il piano acustico come “il mio strumento, quello con il quale ho un filo diretto ed immediato a livello espressivo. Ho voluto viverlo in modo intimo, come intime sono le riflessioni compositive che formano “Miniature”. Brani diversi, formalmente, dalle grandi stesure - pur frequentate in passato ai tempi delle ‘suites’ del progressive - cionondimeno credo, come succede nelle miniature, con una varietà di microcosmi al loro interno visibili ‘da vicino’ e, nella metafora, al riascolto”.

“Miniature” prodotto da Luigi Mantovani per gmebooks é distribuito da BTF S.r.l./ Btf.it

 www.btf.it  -  http://www.btf.it/miniature.html

https://www.facebook.com/Gianni-Nocenzi-fan-page-222973571090395/?fref=ts

 

ARBRE MAGIQUE

Per tutta la durata della stagione di visite, Carla Volpati & Renzo Nucara hanno ideato l’esclusiva installazione intitolata Arbre Magique. Sugli alberi del giardino che collega Villa Borromeo Visconti Litta al Ninfeo, costituito da una successione di ambienti decorati a mosaico e grotte artificiali, spiccano scenograficamente le sagome di personaggi e piccoli animali che si ricollegano alla dimensione ludica del complesso architettonico.

Sui rami degli alberi, zigzagando fra luci e ombre, decine di “silhouettes” colorate non vedono l’ora di sorprendervi col naso all’insù in un misto di stupore infantile e di contagioso divertimento. Sono i personaggi creati da Carla Volpati che s’ispirano ai suoi Puppets; e i piccoli animali di Renzo Nucara, mutuati dal suo Bestiario. Se ne stanno lì, come raggi d’arcobaleno che accarezzano le foglie, appollaiati fra i rami a mo’ di folletti agili e sfuggenti. Con una voglia matta di farsi cullare dal vento. Sono creature Pop incantate, che oscillano tra fiabe e sogni popolando la vegetazione per riempirla di magia. Il loro compito è far esplodere il “blooming” (ossia la fioritura, beneaugurando rinascita e rigenerazione) per poi trasformare ogni albero in un Arbre Magique. Per loro, che ripensano scherzosamente all’alberello profumato aggiungendovi gioiose meraviglie, la miglior scenografia possibile è Villa Borromeo Visconti Litta con i giochi d’acqua del suo Ninfeo. Luoghi dove la dimensione ludica è da sempre un’intrigante realtà. E dove gli alberi, che riempiono d’ossigeno il nostro respiro, sprigionano solidità e leggerezza con quelle radici che si espandono nel sottosuolo e quei rami che si protendono verso il cielo. Il tutto, racchiuso in un’installazione “site-specific” che diffonde la bellezza della natura.     Stefano Bianchi